Consulenze e Attività

Riequilibrio energetico e alimentare - Test valutativo kinesiologico - Tecnica craniosacrale - Tocco metamorfico - Tecnica prenatale - Rimedi floreali







lunedì 4 aprile 2011

Edward Bach- I fiori per la solitudine

Domenica 10 aprile 2011
Ore 15 – 17
Presso “LA FONTE SACRA” – Studio di Naturopatia
Via Calabria 4 – S. Massimo (Vr)
EDWARD BACH
I FIORI PER LA SOLITUDINE
Heather (per chi non ama stare da solo), Impatiens (per chi è impaziente, rapido), Water Violet (per chi ama stare da solo)




Nel periodo che va dal 1930 al 1936, anno della sua morte, Edward Bach, medico e batteriologo gallese, mise a punto un sistema terapeutico completo definito “Fiori di Bach”. Egli scoprì i 38 rimedi floreali che servono a combattere i 38 stati d’animo negativi in cui l’uomo può trovarsi e che spesso sono la vera causa della malattia, intesa come alterazione dell’equilibrio psico-fisico.
Il metodo del dottor Bach si fonda sulla semplicità: “Quando ho fame vado nell’orto e raccolgo un cespo di lattuga. Quando sono spaventato e malato, prendo una dose di Mimulus o di qualche altro rimedio, a seconda dei casi” (“I Dodici guaritori e altri rimedi”).
Nonostante il mutare dei tempi e delle circostanze, la natura umana rimane sempre la stessa. L’uomo continua a provare paura, odio, impazienza, risentimento, disperazione, abbattimento, insicurezza e mancanza di fiducia in se stesso fin dall’inizio dell’esistenza dell’umanità. Per questo Edward Bach definì i suoi rimedi “la medicina del futuro”, in quanto adatti in ogni tempo e per ogni individuo.
I rimedi del dottor Bach agiscono non direttamente sulla malattia ma sulla mente, la personalità e il temperamento della persona.
La salute fisica dipende dal modo in cui affrontiamo le diverse circostanze della vita: dal modo di pensare, dai sentimenti e dalle emozioni. Un atteggiamento negativo si ripercuoterà sia sul corpo che sugli eventi che ci coinvolgono.
Per informazioni ed iscrizioni: 328-8583127

sabato 26 marzo 2011

LA DEPURAZIONE PRIMAVERILE DELL’ORGANISMO

Domenica 17 aprile 2011
Ore 10.00 – 17.30
Presso “LA FONTE SACRA” – Studio di Naturopatia
Via Calabria 4 – S. Massimo (Vr)
LA DEPURAZIONE PRIMAVERILE DELL’ORGANISMO

Ristabilire e mantenere il benessere dell’organismo
attraverso la depurazione degli organi emuntori:
fegato, intestino, reni, polmoni, pelle
 

La primavera è il tempo della rinascita, sia della natura che dell’organismo.
Affinché possiamo ammirare la bellezza della natura in tutto il suo splendore deve avvenire un movimento dall’interno verso l’esterno: dal buio del profondo della terra verso la luce esterna e l’aria, dall’interno dell’organismo verso il suo esterno.
Tutto ciò che si trova all’interno si muove verso l’esterno. E la cosa più esterna nel corpo è la pelle.
La pelle parla della nostra salute: è lo specchio di come stiamo dentro, in senso fisico, mentale e spirituale.
E’ l’intonaco della nostra casa che chiamiamo corpo. Tutti sanno che non è sufficiente rappezzare l’intonaco perché la casa sia sana, pulita, confortevole e salubre.
La pelle è l’indicatore della nostra salute interna. Tutto ciò che abbiamo bisogno di sapere sulla nostra condizione interna affiora sulla pelle. Possiamo scegliere di continuare a rappezzare l’intonaco o decidere di entrare nella nostra casa per fare una pulizia e un risanamento generale.
Per fare ciò, abbiamo a disposizione due tecniche: depurazione e drenaggio, e cinque organi definiti emuntori: fegato, intestino, reni, polmoni e pelle, oltre al sistema linfatico, un fiume interno che ha lo scopo di allontanare i detriti della nostra vita.
Per mettere in pratica queste due tecniche, la natura ci ha messo a disposizione una miriade di strumenti, tra cui l’acqua, il cibo e le piante.
Come diceva Edward Bach: “Guardiamo con fiducia alla natura per tutte le necessità del nostro vivere: aria, luce, cibo, il bere e così via. Non è verosimile che fosse omessa, in questo grande schema che provvede a tutto, la guarigione dalla nostra malattia e angoscia”.

 
PROGRAMMA DELL’INCONTRO

Ore   9.30-10.00: iscrizione, pagamento, consegna del materiale didattico
Ore 10.00-13.00 - prima parte:
Depurazione e drenaggio: elementi generali
C
iclo delle stagioni/cicli dell’Uomo secondo la Medicina Tradizionale Cinese e la  Naturopatia
Organi emuntori e sistema linfatico: fisiologia, funzionamento e simbolismo secondo la Medicina Tradizionale Cinese e la Naturopatia 
Ore 11.30-11.45: pausa – coffee break
Ore 13.00-14.30: pausa pranzo
Ore 14.30-17.30 - seconda parte:
Tecniche naturopatiche di depurazione e drenaggio
Idratazione: l’acqua e le acque
Alimentazione: principi di eubiotica, l’equilibrio acido-basico, alimenti, vitamine e sali minerali
Rimedi naturopatici: tisane, gemmoderivati, macerati glicerinati, oligoelementi e fiori di Bach.
Ore 16.00-16.15: pausa – coffee break
COSTO DELL’INCONTRO:             50,00 euro         
COMPRENSIVO DI:  incontro, materiale didattico e coffee break

Per informazioni ed iscrizioni:
328-8583127

mercoledì 23 marzo 2011

Noi siamo un sistema di elaborazione in attività

Noi siamo un sistema di elaborazione in attività.
L’aria scorre dentro di noi e poi scorre fuori di noi. Mentre è dentro di noi, la usiamo e la cambiamo prima che ritorni nell’atmosfera.
Anche il cibo scorre in noi e fuori di noi, e a sua volta viene trasformato durante il processo.
Il sangue scorre nei nostri polmoni, viene cambiato nei nostri polmoni e poi ne fuoriesce di nuovo.
In ciascun istante dentro di noi avviene una elaborazione di aria, cibo e sangue.
Queste sostanze scorrono attraverso di noi e, durante l’elaborazione, noi subiamo una trasformazione.
Anche l’energia viene elaborata.
Tutti i sistemi che elaborano cose che i cinque sensi possono percepire, come l’aria, il cibo e il sangue, rispecchiano un altro sistema di elaborazione che i cinque sensi non sono in grado di cogliere. Quel sistema elabora energia.
L’energia scorre continuamente nella sommità del capo, si sposta verso il basso attraverso il tronco e poi ritorna da dove è venuta.
Questo sistema è attivo in ogni momento della nostra vita. La nostra vita dipende dal nostro sistema energetico.
Tutti gli apparati respiratori hanno polmoni e muscoli per gonfiare e sgonfiare i polmoni, ma, a parte questo, ciascun apparato è unico. Nessun polmone è esattamente uguale a un altro. Ciascun polmone ha dei tratti distintivi come il suo proprietario.
Il nostro apparato digerente è unico. Noi soffriamo di allergie di cui gli altri non soffrono. Reagiamo a certi cibi diversamente da altri. Le condizioni del nostro apparato digerente variano di momento in momento. Il processo della digestione è analogo in tutti gli apparati digerenti, ma ciascuno è così complesso che non ne esistono due uguali. In certi apparati digerenti il cibo scorre con facilità e viene trasformato senza fatica. In altri apparti digerenti il cibo ristagna e la digestione è dolorosa e inefficiente.
Anche il nostro sistema energetico è unico. Alcuni sistemi di energie funzionano facilmente e senza sforzo, mentre altri sono turbolenti e il loro funzionamento affatica.
Ciascuno è unico, anche se tutti hanno delle analogie di fondo.
L’energia che entra nel corpo dalla sommità del capo viene elaborata in diversi punti del sistema energetico mentre si sposta verso il basso attraverso il tronco, così come il cibo entra nel corpo attraverso la bocca e viene elaborato in diversi punti dell’apparato digerente.
In ciascun punto si verificano processi diversi.

Tratto da "Il Cuore dell'Anima" - Gary Zukav e Linda Francis

sabato 19 marzo 2011

Le semplici regole della vita secondo Edward Bach


Noi occidentali utilizziamo acqua troppo calda che dilata i pori della pelle permettendo allo sporco di entrare. L’uso eccessivo di sapone rende la pelle vischiosa. L’acqua fredda o tiepida, sia corrente come quella della doccia, sia cambiata spesso; è la prassi più vicina al metodo naturale e mantiene il corpo più sano. Si dovrebbe usare solo la quantità di sapone necessaria a rimuovere lo sporco evidente, e poi risciacquare bene l’epidermide con acqua fresca.
La pulizia interna dipende dal regime alimentare, per cui noi dovremmo scegliere alimenti puri e sani, molto freschi, principalmente frutta, verdura e noci. La carne animale va certamente evitata:
• In primo luogo, perché immette delle sostanze tossiche nel nostro organismo;
• In secondo luogo, perché stimola un appetito anomalo ed eccessivo;
• Infine, perché implica un atto di crudeltà verso il regno animale.
Per depurare l’organismo bisogna introdurre molti liquidi, come acqua, vini non sofisticati, altri prodotti ottenuti con metodi naturali, ed evitare le bevande artificiali e alcoliche.
Non si dovrebbe dormire esageratamente perché molti di noi hanno più autocontrollo da svegli che quando dormono. Il vecchio detto “quando è ora di voltarsi è ora di alzarsi” è un ottimo punto di riferimento per decidere quando levarsi dal letto.
Gli indumenti devono essere leggeri in proporzione alla temperatura. Si dovrebbe consentire al corpo un diretto contatto con l’aria; anzi, sarebbe bene esporre la pelle al sole e all’aria fresca ogni volta che ci è possibile farlo. L’acqua e i bagni di sole sono delle grandi fonti di salute e di vitalità.
In ogni situazioni dovremmo essere pieni di allegria, rifiutando di lasciarsi abbattere dal dubbio e dalla depressione, ma ricordando invece che queste cose non fanno parte di noi, perché le nostre Anime conoscono solo la gioia e la felicità.

martedì 15 febbraio 2011

La storia dei viaggiatori


C’era una volta, e sempre c’era una volta, sedici viaggiatori che partirono per un’escursione attraverso una foresta. Al principio tutto procedeva bene, ma dopo che essi si erano un po’ addentrati nella foresta uno del numero, Agrimony, cominciò a preoccuparsi se essi fossero nel giusto sentiero. Più tardi nel pomeriggio poiché erano nell’oscurità più profonda, Mimulus iniziò ad avere paura, paura che loro avessero perso la strada. Quando il sole tramontò e l’oscurità si fece più cupa e i rumori della foresta nella notte si facevano sentire attorno a loro, Rock Rose divenne pieno di terrore ed era in uno stato di panico. Nel mezzo della notte quando tutto era buio, Gorse perse tutta la speranza e disse: “Io non posso andare oltre; voi proseguite, ma io rimarrò qui e vivrò fino a che la morte mi libererà dalla mie sofferenze”. Oak, d’altra parte, sebbene sentisse che tutto era perso e che essi non avrebbero mai più rivisto la luce del sole, disse “Io lotterò fino all’ultimo”, e si agitò convulsamente. Scleranthus aveva qualche speranza ma a volte soffriva di tale incertezza e indecisione, che prima voleva prendere una strada e, quasi contemporaneamente, ne voleva prendere un’altra. Clematis si trascinava con calma e pazienza, preoccupandosi poco se stesse per sprofondare nell’ultimo sonno profondo o se stesse per uscire dalla foresta. Gentian a volte incoraggiava molto il gruppo, ma talora si sentiva in uno stato di sconforto e depressione.
Gli altri viaggiatori non avevano mai paura, desideravano solo porvi un termine e, a loro modo, volevano tanto aiutare i loro compagni. Heather era molto sicuro di conoscere il sentiero e voleva che tutto il gruppo prendesse la sua strada. Chicory non aveva preoccupazioni sulla fine del viaggio ma era molto ansioso se i suoi compagni avessero indolenzimento ai piedi o fossero stanchi o se avessero abbastanza da mangiare. Cerato non aveva molta fiducia della sua opinione e voleva cercare ogni sentiero per essere sicuro di non sbagliarsi, e il mite e piccolo Centaury voleva così alleggerire il fardello da essere pronto a portare il bagaglio di ognuno. Sfortunatamente per il piccolo Centaury, egli portava il fardello di quelli che erano capacissimi di sorreggere il proprio solo perché chiamavano a voce più alta. Rock Water, tutto infervorato per aiutare, avviliva un po’ il gruppo perché tendeva a criticare dove essi stavano sbagliando e malgrado tutto Rock Water conosceva la strada. Vervain avrebbe pure dovuto conoscere abbastanza bene il sentiero, sebbene fosse diventato un po’ disorientato, mostrava in continuazione l’unico modo per uscire dalla foresta. Impatiens, anche, conosceva bene il sentiero di casa, così bene che era impaziente con quelli meno veloci di lui. Water Violet li considerava un poco inferiori. E finalmente tutti attraversarono la foresta.
Ora essi guidano gli altri viaggiatori che non hanno fatto prima l’escursione, e, poiché sanno che c’è un sentiero da attraversare, e poiché sanno che il buio della foresta è solamente l’oscurità della notte, essi passeggiano come “gentiluomini senza paura”, e ognuno dei sedici ospiti di passaggio insegna a suo modo la lezione, dando l’esempio necessario. Agrimony cammina a grandi passi in avanti libero da ogni preoccupazione, e scherza per qualsiasi cosa. Mimulus può sperimentare di non aver paura; Rock Rose nei momenti più bui è proprio un ritratto di coraggio calmo e sereno. Gorse nella notte più nera racconta del miglioramento che otterranno quando il sole sorgerà di mattina. Oak sta fermo nella tempesta più violenta; Scleranthus passeggia con perfetta certezza; gli occhi di Clematis sono puntati con gioia alla fine del viaggio, e nessuna difficoltà o contrattempo può scoraggiare Gentian. Heather ha imparato che ogni viaggiatore deve passeggiare a suo modo e cammina a grandi passi con calma in avanti per mostrare che questo si può fare. Chicory attende sempre di dare una mano, ma solo quando richiesta, e quindi con calma. Cerato conosce proprio bene i piccoli sentieri che non conducono in nessun posto e Centaury cerca sempre il più debole che trovi il suo fardello pesante. Rock Water ha dimenticato di criticare, egli trascorre, appunto, tutto il tempo ad incoraggiare. Vervain non predica più a lungo ma indica silenziosamente la strada. Impatiens sa che non deve affrettarsi ma indugia fino all’ultimo per mantenere il loro passo; e Water Violet, più come un angelo che un uomo, passa fra il gruppo come un soffio di vento caldo o un raggio di luce splendente del sole, benedicendo tutti.

Edward Bach

La storia della vita è semplice come questo racconto


Una ragazzina ha deciso di dipingere un quadro con una casa in tempo per il compleanno della madre. Nella sua mente il quadro è già finito, ella sa come attuarlo nel più piccolo dettaglio, resta soltanto di metterlo giù sulla carta. Prende la scatola con i colori, il pennello e lo straccio, e piena di entusiasmo e felicità si mette al lavoro. Tutta la sua attenzione ed interesse sono concentrati su ciò che fa, niente può distrarla dal lavoro in corso. Il quadro è finito in tempo per il compleanno.
Con grandissima abilità ha ritratto la sua idea della casa: è un'opera d'arte perché è tutta sua, ogni pennellata è fatta per amore verso sua madre; ogni finestra, ogni porta ritratta con la convinzione che doveva essere lì. Quand'anche possa sembrare una baracca, è comunque la più perfetta casa mai realizzata in un quadro; è un successo perché la piccola artista ha messo tutto il suo cuore e la sua anima, tutto il suo essere nel farlo. Questa è salute; questo è successo e felicità e vero servizio: servendo per amore, in perfetta libertà, ognuno a modo suo.
E così scendiamo in questo mondo, sapendo quale quadro dobbiamo dipingere, avendo già tracciato un piano del nostro passaggio nella vita, e tutto quello che ci resta da fare è di metterlo nella sua forma materiale. Andiamo avanti pieni di gioia ed interesse, concentrando tutta la nostra attenzione nel perfezionare quel quadro, con grandissima abilità, traducendo i nostri pensieri ed obbiettivi nella vita terrena in qualunque ambiente abbiamo scelto. Poi, se seguiamo dall'inizio alla fine i nostri veri ideali, i nostri veri desideri con tutta la forza che possediamo, non c'è fallimento: la nostra vita è stata un successo splendido, sano e felice.
La stessa storiella della giovane pittrice illustra come, se lo permettiamo, le difficoltà della vita possano interferire con questo successo, salute e felicità, e ci distolgano dal nostro scopo.
La ragazzina sta dipingendo indaffaratamente e felicemente quando arriva qualcuno e le dice: "Perché non mettere la finestra qui e la porta lì, e poi il sentiero del giardino dovrebbe andare così". Il risultato nella giovane sarà di perdere totale interesse nel lavoro; può darsi che continuerà ma ora sta mettendo giù sulla carta soltanto "idee altrui". Può scocciarsi, diventare irritata, infelice o impaurita nel rifiutare questi suggerimenti o incominciare a odiare il quadro e forse strapparlo: la reazione dipenderà dal carattere della ragazzina. Il quadro finale potrebbe essere una casa riconoscibile, però sarà imperfetta e un fallimento perché è l'interpretazione dell'idea altrui e non quella della ragazzina. Non può servire come regalo di compleanno perché può darsi che non sarà completato in tempo e la madre dovrà aspettare tutto un altro anno per il suo regalo.
Questo è malattia: la reazione all'interferenza; questo è fallimento ed infelicità temporanea.
Questo accade quando permettiamo ad altri di interferire con lo scopo della nostra vita e impiantare nella nostra mente dubbio, paura e indifferenza.

tratto da
"LIBERA TE STESSO"
di Edward Bach